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Per l'immobiliare non c'è bolla!

Il mercato immobiliare, soprattutto in Italia, va completamente rivisto, sia dal punto di vista del marketing sia nella definizione dei prezzi. Lo sostiene uno studio di LP Suisse Capital, private banker di Zurigo. È un mercato complesso ma solido, sul quale non vi sono ombre o rischi di bolle speculative, ma talune quotazioni sono del tutto fuori mercato. L’analisi mette in luce non poche discrepanze. "Prima di tutto – osserva l'ufficio studi di LP Suisse Capital  – quando ci fu la conversione da lira a euro – nel gennaio 2002 - si assistette a quell'incontrollato fenomeno che creava un'equivalenza impossibile: un euro uguale a mille lire, mentre il rapporto è quasi due a uno. Questa abnormità è durata fin verso il 2006 e ha favorito la domanda di abitazioni; poi si è avuto un progressivo rallentamento delle vendite".  Ma c'è qualcosa che non viene presa in seria considerazione. "Stiamo parlando – prosegue lo studio - di un mercato dove c'è un bene da vendere o da allocare: possibile che a nessuno venga in mente di svolgere un'analisi di marketing sul reale fabbisogno? In zone centrali a Milano si possono trovare abitazioni a 5-6000 euro al mq, cifra di sicuro interesse, impensabile fino a pochi mesi orsono: qualcuno se n'è accorto? La semplice legge della domanda e dell'offerta è del tutto disattesa: si costruisce, si pensa a costruire ma a nessuno vien fatto di chiedersi: chi compra?".
 
Nelle grandi città le quotazioni medie, laddove è maggiore l'inquinamento atmosferico e acustico, sono destinate a scendere anche del 15-20%, secondo quanto rileva lo studio. Che aggiunge: “forse nel 2013, assisteremo a una ripresa delle compravendite in maniera significativa da parte del ceto medio, quello maggiormente penalizzato dalla situazione attuale. Dal ceto medio deve ripartire questo come altri mercati".